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Manovre in porto a motore: uscire e attraccare senza stress
Guida del velista7 min di lettura

Manovre in porto a motore: uscire e attraccare senza stress

Un piano prima del frangiflutti, velocità minima e un equipaggio che conosce i propri compiti. Guida alle manovre in porto a motore per timonieri alle prime armi: attracco, uscita, effetto evolutivo dell'elica e cosa fare quando l'avvicinamento non riesce.

Il team NaCzarter

· Aggiornato

7 min di lettura

Si può manovrare in porto senza stress?

Si può. Tutto il segreto delle manovre in porto è un piano fatto prima del frangiflutti, una velocità più bassa possibile e un equipaggio che conosce i propri compiti prima che lo yacht entri tra i pontili. Nient'altro. Le vele, dopo un corso, le gestisce quasi chiunque. L'ansia arriva in porto, perché c'è poco spazio, tira vento e dal pontile ti guardano i villeggianti con il gelato in mano. Dopo 25 anni di consegne di yacht ho visto migliaia di avvicinamenti e una cosa la so per certo: le buone manovre sono noiose. Lente, silenziose e senza urla.

Se stai ancora pianificando la tua prima crociera, dai prima un'occhiata alla guida al primo noleggio. Qui invece analizziamo passo dopo passo solo l'entrata e l'uscita dal porto a motore.

Passo 1: il piano si fa prima del frangiflutti, non nel posto barca

L'errore più comune dei principianti non avviene affatto nel posto barca. Avviene poco prima, quando lo yacht entra in porto senza un piano. Prima di superare il frangiflutti, rallenta e rispondi a tre domande.

  • Da dove tira il vento? Guarda le bandiere, l'acqua, come sono messi gli altri yacht.
  • Dov'è il posto libero e da che parte ci arriverai?
  • Su quale fianco ti affianchi, ed entri di poppa o di prua?

La decisione la prendi prima di entrare. Nel posto barca è troppo tardi per pensare, lì si esegue solo il piano. Se da lontano non vedi un posto, passa lentamente lungo i pontili, guarda il porto e solo dopo avvicinati. Nessuno ti cronometra.

Passo 2: «più piano possibile, veloce quanto serve»

Una vecchia regola che funziona sempre. La velocità di manovra è la velocità più bassa alla quale lo yacht risponde ancora al timone. Piano significa: hai tempo per reagire, per correggere, per dire una parola calma all'equipaggio. E se a quella velocità tocchi il pontile con il parabordo, non è successo niente. Letteralmente niente.

Una volta ho visto un timoniere entrare nel posto barca a mezzo gas, perché «il vento lo inseguiva». Si è fermato solo contro la fiancata del vicino. La stessa manovra al minimo sarebbe finita con un leggero tocco del parabordo e una stretta di mano sul pontile. Il gas lo usi a brevi colpi, solo quando ti serve governabilità. Non in modo continuo.

Passo 3: l'equipaggio sa cosa fare prima di entrare

Il briefing dura un attimo e si fa in acque libere, non all'imboccatura del porto. Parabordi fuori dal fianco con cui vi affiancherete. Cime chiarite a prua e a poppa, pronte da passare. Ognuno ha un compito e sa qual è. Una persona sulla cima di prua, un'altra su quella di poppa, basta così.

E la cosa più importante: nessuno salta sul pontile. Mai. La cima si passa a qualcuno sul pontile, oppure si scende con calma dallo yacht quando la fiancata è già ferma accanto al pontile. Saltare da uno yacht in movimento sulle tavole è la via più breve per farsi male in tutta la crociera. E quando la cima arriva sul pontile, basta darle volta per bene: come si fa lo mostriamo nell'articolo sulla galloccia.

Passo 4: comanda il vento, tu ne approfitti

Uno yacht a noleggio in Masuria è leggero. Il vento lo spinge di lato più in fretta di quanto suggerisca l'istinto, e la prua scappa sottovento prima che tu faccia in tempo a reagire. Non combatterlo, sfruttalo. Se puoi scegliere, avvicinati controvento: così il vento ti frena gratis, e spesso basta togliere gas perché lo yacht si fermi da solo dove vuoi tu. Un avvicinamento con il vento in poppa è come scendere da una discesa senza freni. Tienilo per quando avrai preso la mano.

Passo 5: la retromarcia e l'effetto evolutivo dell'elica

In retromarcia l'elica non si limita a frenare. Spinge anche la poppa di lato, su un dato yacht sempre dalla stessa parte. Si chiama effetto evolutivo dell'elica e su ogni yacht funziona in modo un po' diverso. Per questo il primo giorno di noleggio, in acque calme, fai un semplice test: ferma lo yacht, metti la retromarcia e guarda da che parte va la poppa. Da quel momento lo sai e puoi giocarci. Ti affianchi con il fianco verso cui l'elica tira la poppa, e la retromarcia stessa ti accosta al pontile. Lottare contro l'effetto evolutivo è una partita persa. Collaborarci è un aiuto gratuito a ogni attracco.

Nel posto barca: briccole o corpo morto, mai la propria ancora

Nei porti della Masuria stai perpendicolare al pontile, alle briccole o al corpo morto. Le briccole sono pali davanti al pontile: ci passi le cime al volo entrando nel posto barca, a seconda di come sei messo, di poppa o di prua. Il corpo morto è una cima che sale dal fondo: la prendi con il mezzo marinaio da poppa, vicino al pontile, e la porti a prua. In porto la propria ancora non si cala. L'ancora serve per gli ancoraggi selvaggi, di cui parliamo nella guida all'ancoraggio.

Di poppa o di prua? Come ti è più comodo e come è fatto il posto barca. Lo spazio occupato è esattamente lo stesso. Di poppa scendi più facilmente sul pontile, di prua hai più tranquillità nel pozzetto. L'intero avvicinamento di poppa l'abbiamo descritto in un testo a parte: ormeggio di poppa al pontile passo dopo passo.

Uscire dal porto: stesso piano, ordine inverso

L'uscita la pianifichi come l'entrata: da dove tira il vento, da che parte vuoi girare lo yacht, chi fa cosa. Le cime le togli una alla volta, non tutte insieme. L'ultima a restare è quella che tiene lo yacht controvento, perché lavora fino alla fine. Se la togli troppo presto, il vento ti spinge la prua sul vicino prima ancora che tu parta. Quando è tutto pronto, allontanati con decisione, con un unico movimento fluido, senza strattonare il gas. Un attimo di giri più alti perché lo yacht si muova, e poi di nuovo al minimo.

L'avvicinamento non è riuscito? Un giro e si riprova

La manovra migliore che ho visto la scorsa stagione è stata un avvicinamento interrotto. Il timoniere ha visto che il vento lo spingeva sullo yacht accanto, ha dato gas con calma, è uscito in acque libere, ha fatto un giro ed è rientrato, stavolta in modo pulito. Nessuno ha riso. Un paio di vecchi lupi di lago hanno annuito con approvazione.

Un avvicinamento interrotto è professionalità, non una figuraccia. La cosa peggiore che puoi fare è forzare un avvicinamento sbagliato perché «ormai è iniziato». In acque libere hai tutto il tempo del mondo. Nel posto barca hai pochi secondi. La scelta è semplice.

Promemoria: cinque passi

PassoCosa faiErrore frequente
PianoDecisione su posto, fianco e direzione di avvicinamento prima del frangifluttiEntrare «a istinto» e cercare il posto all'ultimo momento
VelocitàMotore al minimo, velocità minima alla quale lo yacht risponde al timoneMezzo gas «perché il vento insegue» e frenata contro il pontile
EquipaggioParabordi sul fianco giusto, cime chiarite, ognuno conosce il suo compitoUrla all'ultimo momento e salti sul pontile
AttraccoAvvicinamento controvento, brevi colpi di gas, cima passata sul pontileLottare contro il vento e l'effetto evolutivo invece di sfruttarli
UscitaCime una alla volta, l'ultima a restare è quella controvento, partenza decisaMollare tutto insieme e scarrocciare sul vicino

Domande frequenti

Cosa fare quando il vento soffia forte al traverso? Avvicinati con margine sopravento e lascia che sia il vento ad accostare lo yacht al suo posto. Se il porto ti dà scelta, prendi un posto barca in cui entrerai controvento. E quando tira davvero forte, chiedi aiuto a qualcuno sul pontile. In Masuria è del tutto normale, lo facciamo anche noi.

Attraccare di prua o di poppa? Come ti è più comodo e come è fatto il posto barca. Perpendicolari al pontile ci stanno esattamente le stesse imbarcazioni, che tu stia di poppa o di prua. Di poppa si scende a terra più comodamente, di prua a volte è più facile avvicinarsi controvento.

Cosa fare se il motore si spegne in porto? Niente di brusco. Alla velocità di manovra lo yacht scarroccia lentamente, hai tempo. Metti fuori i parabordi, prepara una cima e passala sul pontile, su una briccola o a qualcuno sullo yacht accanto. Al motore penserai dopo. Il panico fa più danni di un motore spento.

Conviene esercitarsi nelle manovre prima del primo ingresso in porto? Sì. Il primo giorno esci in acque calme e fai qualche avvicinamento a una boa o a un pontile libero. Prova la retromarcia, l'effetto evolutivo dell'elica e lo spazio di frenata del tuo yacht. Un po' di pratica ti risparmia i nervi per tutta la crociera.

Foto di copertina: Ludwig Schneider — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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