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Cinque giorni in Masuria: quanto riesci davvero a navigare
In breve e senza giri di parole: per cinque giorni la soluzione migliore è l'anello nord da Giżycko, passando per Sztynort, fino al Mamry e a Węgorzewo, e poi ritorno per le stesse acque. Non devi rincorrere niente, non devi far coincidere la giornata con una chiusa, eppure torni con la sensazione di essere stato in acque grandi, e non di aver solo girato intorno al porto. Cinque giorni sono un buon formato. Il weekend è troppo corto per carburare, la settimana non rientra nelle ferie di tutti. Da giovedì a lunedì, oppure il ponte lungo di maggio o di agosto, ci stanno alla perfezione.
Una precisazione per cominciare. I turni di noleggio in Masuria sono per consuetudine di sabato, da sabato a sabato. Fuori dall'alta stagione si può tranquillamente prendere una data più breve, ed è allora che questo piano ha senso. A luglio e agosto chiedi la disponibilità con anticipo, perché le finestre brevi sono semplicemente meno.
Perché il nord e non il sud
Per cinque giorni la gente punta d'istinto a Mikołajki. Capisco: nome famoso, belle foto. Solo che la strada verso sud comincia dal ponte girevole di Giżycko, poi ci sono i canali e, in alta stagione, la coda di barche a ogni strettoia. In più la rotta completa fino al Nidzkie richiede davvero sette giorni, perché non diventi una corsa con l'orologio in mano.
A nord è diverso. Esci da Giżycko sul Kisajno e hai già acqua aperta, senza aspettare gli orari di apertura di nessuno. Poi il Dargin, le Kirsajty e dietro il Mamry, il secondo lago più grande della Polonia, e si sente davvero. Meno barche, meno manovre, più vela. Se vuoi la rotta smontata pezzo per pezzo, l'abbiamo descritta a parte nel testo sulla rotta nord Giżycko, Sztynort, Węgorzewo.
Il piano giorno per giorno
Giorno 1. Ritiro della barca e un breve salto sul Kisajno
Ritiri la barca al Port Royal di Giżycko, sul Kisajno. Il ritiro non è una formalità da cinque minuti: giro della barca con il nostromo, dotazioni, motore, gas, impianti, e poi la cauzione, che si regola in loco in contanti. Allo stesso modo si pagano i costi obbligatori. Metti in conto che quel giorno non andrai lontano, e va bene così.
La prima tappa deve essere breve. Esci sul Kisajno o un po' più in là sul Dargin e ti fermi per la notte vicino al porto base. L'idea è che l'equipaggio prenda confidenza con la barca quando c'è poco in gioco. Il primo ormeggio è sempre il peggiore, quindi meglio toglierselo di dosso di giorno, con acqua calma e la possibilità di tornare se qualcosa non va. In porto ormeggi ai pali oppure al corpo morto. La trappa del corpo morto la agganci con il mezzomarinaio da poppa e la porti lungo la coperta fino a prua, dove la recuperi e la dai volta. In porto l'ancora non si dà.
Attenzione alle isole del Kisajno. Alcune sono riserve naturali e non ci si sbarca per bivaccare. L'acqua intorno è tua, la terra non sempre.
Giorno 2. Attraverso il Dargin fino a Sztynort
Il primo giorno pieno di vela. Esci dal Kisajno sul Dargin e da lì giri di lato, nella baia di Sztynort. L'approdo accanto al palazzo ha un'atmosfera che nessun pavé nuovo può imitare: alberi antichi, il rudere della residenza sopra il porto e gli alberi delle barche fitti uno accanto all'altro. È un posto dove la gente resta più a lungo del previsto.
Chi ha tempo in più e voglia di bis passa dalla baia, attraverso il canale, sul lago Święcajty e torna per la notte. È un tratto bello e tranquillo, e una buona scusa per andare a vela senza meta.
A Sztynort conviene arrivare presto piuttosto che tardi. A luglio i posti finiscono nel pomeriggio e poi ti ritrovi a cercare un angolo invece di stare in pozzetto con un caffè. In porto vige il silenzio notturno e i nostromi lo fanno rispettare, quindi se qualcuno ha in programma una serata con la chitarra, la programmi con moderazione. Se preferisci subito la quiete, fermati per la notte in una baia riparata lungo la strada e passa a Sztynort al mattino a prendere il pane.
Giorno 3. Attraverso le Kirsajty sul Mamry e fino a Węgorzewo
Le acque più grandi di questa rotta. Dal Dargin entri dalla strettoia delle Kirsajty nel Mamry. Il Mamry sa alzare un'onda corta e ripida che mette alla prova più di un'onda alta di mare, perché arriva fitta, una dietro l'altra. Per questo si parte al mattino, prima che il vento rinforzi. Nel pomeriggio, su uno specchio d'acqua grande, di solito c'è il doppio del lavoro per la stessa distanza.
Dal Mamry a Węgorzewo si entra per un canale, ed è un bel passaggio: all'improvviso tutto si fa stretto, silenzioso e lento. Węgorzewo è una normale cittadina con negozi, rifornimento d'acqua e un porto dove scarichi rifiuti e acque nere. Questo non si salta. La Masuria è un'area protetta e niente dalla barca finisce nel lago.
Giorno 4. Ritorno verso sud, con più calma
Torni per le stesse acque, ma nella direzione opposta sembrano diverse: un altro angolo del vento, un'altra luce. Questo giorno lo lascio libero. Un trasferimento più breve, una sosta in una baia tranquilla, un bagno, magari la prima notte all'ancora, se l'equipaggio ne ha voglia.
La notte all'ancora si fa solo in una baia riparata, fuori dal canale navigabile. In Masuria l'ancora va su cima, non su catena, quindi la cali con abbondanza, controlli che tenga e di notte accendi la luce di fonda. Il barbecue in coperta non si accende. Per quello ci sono i posti indicati a terra.
Giorno 5. Al mattino a Giżycko e riconsegna della barca
L'ultimo giorno è un breve trasferimento e un po' di riordino. Torni attraverso il Dargin sul Kisajno, fino a Giżycko. Tutto questo anello ha una caratteristica comoda: il porto base si trova sul lato del Kisajno, e il ponte girevole sta sul canale tra il Kisajno e il Niegocin, quindi a nord non devi proprio fare i conti con lui. L'unica cosa da tenere d'occhio è l'orario di riconsegna della barca, perché dopo di te qualcuno ritira la stessa barca.
Se invece alla fine vuoi fare un salto sul Niegocin o in città dal lato del canale, è il momento di guardare gli orari. Il ponte apre a orari stabiliti: controllali prima della partenza e avvicinati con margine, non all'ultimo minuto. Gli orari aggiornati li teniamo nel testo sugli orari del ponte girevole di Giżycko.
La rotta in breve
| Giorno | Tratto | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| 1 | Giżycko, Kisajno o Dargin | Il ritiro della barca richiede tempo, primo ormeggio di giorno, isole-riserva senza sbarcare |
| 2 | Dargin e baia di Sztynort, a scelta attraverso il canale fino al lago Święcajty | I posti all'approdo finiscono nel pomeriggio, arriva presto; silenzio notturno in porto |
| 3 | Kirsajty, Mamry, Węgorzewo | Acque grandi, onda corta e ripida, partenza al mattino; in porto scarico di rifiuti e acque nere |
| 4 | Ritorno verso sud, sosta in una baia | Ancoraggio su cima con abbondanza, baia riparata fuori dal canale navigabile, luce di fonda |
| 5 | Verso Giżycko, riconsegna della barca | Orario di riconsegna; il ponte girevole solo se fai ancora un salto sul Niegocin |
Cosa può mandare all'aria questo piano
Il vento. Solo il vento. Il resto si sistema. Se sul Mamry soffia forte, hai due possibilità: attraversarlo presto al mattino oppure non uscire affatto e restare un giorno in più dove sei. La seconda è buona quanto la prima. Nessuno in Masuria ha mai preso una medaglia per essere uscito a tutti i costi.
Per questo, quando pianifico cinque giorni, lascio un giorno libero. È un normale elemento del piano, non un cuscinetto in caso di catastrofe. Se il tempo è bello, lo passerai a Sztynort o in una baia. Se non lo è, ti salverà il ritorno in orario. La rotta funziona anche in versione ridotta: se il terzo giorno salta, rinunci al Mamry e ti resta una bella crociera sul Dargin, sulle Kirsajty e nei dintorni di Sztynort.
Chi ha solo tre giorni non provi a infilarci il Mamry. In quel caso funziona meglio l'itinerario di tre giorni per il weekend, senza corse e senza guardare le previsioni ogni ora.
Domande frequenti
Cinque giorni bastano per una crociera sensata? Sì, a patto di non cercare di infilarci tutta la Masuria. L'anello nord sta nei cinque giorni con margine e offre giornate piene di vela, non solo trasferimenti tra un porto e l'altro.
Si fa in tempo ad arrivare a Węgorzewo e tornare? Tranquillamente. Węgorzewo cade più o meno a metà di questo piano, quindi hai un giorno per il ritiro e il rodaggio, poi due giorni all'andata e due al ritorno. Anche se un giorno lo passi ad aspettare che cali il vento, torni in tempo. Le ore di navigazione non le indico, perché le calcola il vento, non la calcolatrice.
E se c'è vento forte? Le acque grandi le attraversi presto al mattino, oppure rinunci e resti in porto. Sulla rotta nord ci sono posti dove ripararsi, perché il Dargin e i dintorni di Sztynort sono molto più tranquilli del Mamry aperto.
È una buona rotta per principianti? Per principianti con la patente nautica sì, perché ci sono poche strettoie e poche manovre nella calca. Se non hai l'abilitazione, prendi una houseboat, ad esempio la Stillo 30 o la Stillo 31. Si conduce senza patente, ha il fondo piatto e otto posti; ricorda solo che non ha vele e che con vento laterale scarroccia parecchio durante le manovre in porto.
Quale barca per cinque giorni in quattro o sei persone? Antila 33 o Maxus 33.1 RS. Tre cabine, fino a dieci persone sui documenti, quindi in sei stai davvero comodo. Entrambe richiedono la patente nautica.
Foto di copertina: Lesnydzban — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons



